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Allarme workaholism: quando il lavoro diventa dipendenza e rovina le tue vacanze

Per molti è periodo di vacanze, staccare la spina dal lavoro e sgombrare la mente serve a rilassarsi e ricaricarsi. Vi sembrerà strano ma non tutti, però, ci riescono. Sono persone che soffrono del cosiddetto ‘Workaholism’, la dipendenza da lavoro. Ma quali sono i sintomi per riconoscerla? Partiamo dal presupposto che il ‘workaholism’ o ‘work addiction’, è stata identificata come una vera e propria patologia sin dal 1971 dallo psicologo statunitense Wayne Oates. Tre sono i sintomi principali: sentirsi costretti a lavorare a causa delle pressioni interne, continuare a pensare al lavoro anche quando non si è in ufficio, lavorare al di là delle aspettative e richieste.

La sindrome colpisce soprattutto i giovani, infatti  il 66% dei Millennial, che dichiara di lavorare di sera, di notte e nel weekend.

Secondo uno studio  pubblicato su Psychology Today dalla dott.ssa Cecilie Andreassen, professoressa di psicologia all’Università di Bergen, i sintomi più comuni derivati dalla dipendenza dal lavoro sono depressione, ansia, insonnia e aumento di peso. Oltre a trovare in libreria anche manuali per guarire dalla dipendenza da lavoro (con tecniche simili a quelle usate contro la dipendenza da alcool o abuso di droghe), per curare questa forma di dipendenza sono stati fondati centri terapeutici ad hoc, come il “Workaholics Anonymous” di New York.

Diversi sono i sintomi ma, secondo Michael Page, specializzato nella selezione di professionisti qualificati di middle e top management, si possono seguire 5 consigli per non portare lo stress da lavoro anche in vacanza.

1. Concediti un po’ di lavoro

Stranamente è così, ma c’è una spiegazione. Gli psicologi, infatti, hanno riscontrato che privare totalmente di lavoro un ‘work addicted’ provoca un trauma. Il rischio è che la persona abbandoni le vacanze e se ne torni direttamente a lavoro. Meglio, quindi, che per i primi giorni di vacanza lavorare un paio d’ore al giorno e diminuire man mano che le ferie proseguono.

2. No allo smartphone

Il controllo ossessivo dello smartphone ha origini profonde, legate direttamente ai nostri ormoni che rilasciano dopamina (responsabile della felicità), quando guardiamo cosa succede sullo schermo e cortisolo (causa dello stress), quando abbiamo l’ansia di scoprire cosa ci stiamo perdendo. Un piccolo trucco è spostare dalla schermata principale le app che causano più tensioni (mail, calendario, news…), ma concedersi, almeno inizialmente, qualche accesso durante la giornata.

3. Mantieniti occupato

Il cervello deve abituarsi al relax totale e per alcune persone è davvero complicato passare del tempo senza far nulla. Fare attività che allontanano la mente dalla propria professione (come fare attività fisica, riordinare casa…) porta a dei risultati tangibili.

4. Scegli la giusta compagnia 

La compagnia con cui decidiamo di passsare le nostre vacanze incide enormemente su come le viviamo. Circondati di persone positive e con cui non parli di lavoro.

5. Cambia mindset

Infine il consiglio che può essere il più complicato da seguire, ma che è alla base del cambiamento. La totale dedizione al lavoro non è la filosofia perfetta per dimostrare il proprio valore. Prendersi una pausa, magari aiutandoti con la meditazione è il modo migliore per affrontare al meglio il prossimo obiettivo: ritrovare il proprio equilibrio.


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