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Emergenza plastica: la carta di credito che non sapevi di ingerire

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni ma anche al 90% d’acqua, in cui galleggia… una buona parte di plastica!

È quello che svela una ricerca australiana svolta dall’Università di Newcastle e commissionata dal Wwf. Non hai capito male, ed a quanto pare tutti noi ingeriamo in media 5 grammi di micro-plastiche al giorno, l’equivalente di una carta di credito a settimana. Il 90% delle micro-plastiche deriva dall’acqua che beviamo, che sia imbottigliata o del rubinetto. Il rimanente 10% proviene invece dai molluschi, dalla birra e dal sale che ingeriamo.

Il direttore internazionale di Wwf, Marco Lambertini, ha messo in guardia sui possibili effetti negativi per la nostra salute: “Si tratta di un problema globale, che può essere risolto solo affrontando le cause alla radice” – ha detto Lambertini – “Se non vogliamo plastica nel corpo, dobbiamo fermare i milioni di tonnellate di plastica che continuano a diffondersi nella natura. È necessaria un’azione urgente a livello di governi, di imprese e di consumatori, e un trattato globale con obiettivi globale”.

Diversi tipi di plastica portano additivi e sostanze chimiche che è dimostrato aumentano mutazioni genetiche e cancro, mentre l’inalazione di fibre plastiche può danneggiare l’apparato respiratorio.

Per questo Alec Taylor, responsabile “Marine Policy” al WWF, avvisa: “La plastica non sta inquinando solo gli oceani a incredibili profondità, ma direttamente anche il nostro corpo”.

L’impatto che l’inquinamento da plastica ha sugli esseri umani è collegato alla grave minaccia alla fauna, con la distruzione del suo habitat. Non solo la plastica la mangiamo e la beviamo, ma la respiriamo pure. Le micro particelle, infatti, si disperdono nell’aria.

Interventi sempre più decisi per contrastare questa forma di inquinamento sono indispensabili.

Per contrastare il fenomeno l’Unione europea  metterà al bando la plastica monouso a partire dal 2021. Se per un momento pensiamo a tutte le cose di plastica che ci circondano, una domanda sorge spontanea: Quanto realmente cerchiamo di costruire in casa giornalmente un mondo migliore? Ad esempio, la maggior parte di noi beve acqua da bottiglie di plastica. Il problema siamo noi. Siamo tutti noi che consumiamo e decidiamo, ma cambiare le abitudini è possibile e da qui può iniziare un mondo ed una salute migliore.


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