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Come l’attività fisica può essere un’alleata per la memoria

Fare sport fa bene. Dagli atleti professionisti a chi pratica sport solo per il gusto di farlo, tutti sanno che un buon allenamento è in grado di produrre nel corpo gli ormoni “buoni”, le endorfine, che mettono di buonumore. Se abbiniamo allo sport anche una sana alimentazione ciò migliorerebbe alcune funzioni cognitive. A darne conferma sono stati dei ricercatori statunitensi del Duke University Medical Center che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista Neurology.

Dopo aver osservato 160 volontari con un’età media elevata di 65 anni, tutti con abitudini di vita sedentaria, lievi deficit cognitivi e a rischio di malattie cardiovascolari, questi sono stati suddivisi in quattro gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto a una dieta cosiddetta Das (cioè ricca in fibre e vegetali e povera di carne e quindi adatta per chi soffre di persone alta); al secondo gruppo è stato richiesto di fare attività fisica aerobica per 35 minuti (più dieci di riscaldamento) al giorno; il terzo gruppo ha seguito sia dieta che attività fisica e infine il quarto gruppo riceveva solo consulenze telefoniche sull’alimentazione senza però nessuna prescrizione.

Chi ha seguito dieta e sport o ha fatto solo sport ha manifestato, dopo sei mesi, un miglioramento cognitivo in base ad alcuni test effettuati sia prima che dopo, mentre coloro che erano stati sedentari avevano peggiorato le proprie performance cognitive. Lo studio è una conferma che fare attività fisica può giovare al cervello tanto da farlo risultare addirittura più giovane di circa 10 anni. Da qualche anno gli scienziati sono a conoscenza dell’esistenza, nel nostro corpo, di un altro ormone, chiamato irisina, che aumenta durante l’attività fisica, e il cui compito è bruciare i grassi e rafforzare le ossa. Gli studi iniziali sull’irisina avevano suggerito che questo ormone avesse solo un ruolo nel metabolismo ma secondo studi recenti l’irisina può anche promuovere la crescita neuronale nell’ippocampo del cervello umano, una regione essenziale per l’apprendimento e la memoria a lungo termine.

Dai dati ottenuti, si evidenzia sia il ruolo dell’irisina nei processi di memorizzazione, sia l’interazione dell’irisina con l’esercizio fisico, facendo supporre che l’ormone prodotto dall’esercizio fisico potrebbe essere sfruttato per sviluppare nuove terapie preventive e terapeutiche per l’Alzheimer. Hai bisogno di altri buoni motivi per iniziare una vita dinamica e in salute?


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