In questo ultimo anno si sta parlando tanto di prevenzione contro il Coronavirus e tutti ci stiamo mobilitando per proteggerci e prevenire l’infezione,  rendendo anche gli ambienti sani e sicuri. In Italia non vi è ancora una normativa specifica per il controllo della qualità dell’aria negli ambienti di vita chiusi nonostante alcune iniziative promosse dal Ministero della Salute in tale ambito (Accordo Stato-Regioni per la tutela e la promozione della salute negli ambienti indoor, Piano Radon, ecc.). Le norme per la salubrità delle abitazioni sono fissate, per ogni Comune, dal regolamento di igiene e sanità, secondo le Istruzioni Ministeriali  concernenti la compilazione dei Regolamenti Locali sull’Igiene del suolo e dell’abitato.

Per la salubrità dell’aria negli ambienti di lavoro chiusi si applicano le norme relative all’igiene del lavoro ed in particolare al D.L.vo 81/2008 (e successiva normativa) riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Tali norme, però, non disciplinano in maniera esaustiva tutti i complessi aspetti relativi agli ambienti di lavoro indoor.

Le problematiche igienico-sanitarie connesse con la qualità dell’aria indoor sono state oggetto in questi ultimi anni di numerose iniziative sia nel campo della ricerca che della normazione. Da alcuni anni è operativo presso l’ISS un Gruppo di Studio nazionale (GdS) sull’inquinamento indoor che ha messo a punto linee di indirizzo su alcune tematiche dell’indoor, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria ed il microclima negli ambienti indoor, in particolare negli ambienti frequentati dai bambini e negli edifici pubblici.

L’ambiente, nella sua accezione più completa, comprensiva di stili di vita, condizioni sociali ed economiche, è determinante per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle persone e delle popolazioni.

La Dichiarazione di Ostrava della Sesta Conferenza Interministeriale Ambiente e Salute (OMS 2017) indica i punti cruciali su cui deve svilupparsi la Strategia ambiente e salute per i prossimi anni come il degrado ambientale, l’inquinamento indoor e outdoor, il cambiamento climatico, l’esposizione a prodotti chimici pericolosi, la qualità e sicurezza delle acque potabili. L’inquinamento atmosferico, indoor e outdoor, è il principale fattore di rischio ambientale per la salute. I trasporti e il riscaldamento domestico sono i principali responsabili delle emissioni di inquinanti di interesse tossicologico che destano una maggiore preoccupazione in termini di impatto sanitario a causa dell’elevato numero di persone esposte, in ambito urbano ed extraurbano.

Secondo l’OMS, l’inquinamento atmosferico è tra le cause principali dei decessi dovuti a malattie non trasmissibili come ictus e malattie cardiovascolari, tumori e malattie respiratorie croniche.

Oggetto di grande preoccupazione è inoltre il contributo di polveri sottili all’inquinamento dell’aria proveniente da biomasse utilizzate principalmente per il riscaldamento domestico oltre che a sostanze chimiche. Sono infatti  migliaia i prodotti chimici sul mercato dell’UE che impattano negativamente sulla salute e sull’ambiente. L’esposizione a prodotti chimici può causare, per esempio, disabilità congenite, problemi respiratori, malattie neurodegenerative, malattie della pelle, interferenza endocrina o cancro.

Il miglioramento dell’aria outdoor e degli ambienti indoor (domestici, scolastici e lavorativi), dove si trascorre circa il 90% del tempo, è un obiettivo importante per la sanità pubblica. Numerosi studi, anche dell’OMS, evidenziano, ad esempio, il rilevante impatto ambientale e sanitario derivante dalla combustione di biomasse negli impianti di riscaldamento domestici, a causa delle emissioni di particolato, ossidi di azoto e composti organici volatili (COV), utilizzo di materiali e prodotti che emettono sostanze inquinanti, eccessivo isolamento degli edifici e scarsa attenzione rivolta ai ricambi d’aria sia naturale che forzata. I bambini, in particolare i più piccoli (0-5 anni), le persone appartenenti a realtà sociali disagiate, i soggetti allergici o asmatici e gli anziani, sono particolarmente vulnerabili agli effetti della maggiore esposizione ad inquinanti outdoor e indoor.

Una delle soluzioni più semplici è l’utilizzo di ozono, per igienizzare/sterilizzare con la massima efficacia, ambienti piccoli, medi e grandi. Cambiamo le nostre abitudini per una scelta in grado di migliorare davvero la qualità della vita e rendere gli ambienti che vivi più sicuri e confortevoli.

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